Il Tunisino (Storia di Alì)

Il Tunisino (Storia di Alì)
A passage from the story: 

III. Il centro di Roma in un pomeriggio di luglio

 Ali, poco felice dell’incomunicabilità del vicino, tornò faticosamente  concentrarsi su quella che  era la sua realtà. Il mezzo di trasporto era moderno, consumava metano ed era provvisto di climatizzazione. Veniva da Villa Pamphili ed ora scendeva lungo via del Tritone diretto alla Stazione Ostiense: percorso obbligato che scende lungo via del Corso, Piazza Venezia, passa accanto alla Bocca della Verità, costeggia il Lungotevere, attraversa il rione Testaccio per arrivare alla Piramide e, subito dopo, alla stazione Ostiense. Da lì parte il trenino per la spiaggia ed il comune di Ostia, dov’è ubicato uno dei rifugi della Caritas per i poveri ed i senza tetto, sempre di più frequentato da migranti e punto d’arrivo in cui  il nostro protagonista sperava di trovare ristoro e riparo per la notte.

Così, almeno gli era stato suggerito  da uno dei volontari del CIR a Manduria che gli aveva  fornito alcune informazioni e consigli.

Il centro di Roma, a quell’ora post meridiana, era particolarmente trafficato ed il bus procedeva a stento tra semafori e turisti che attraversavano le strade disordinatamente.  Grazie al climatizzatore, comunque, dentro il mezzo  si riusciva a respirare. Fuori l’aria sembrava vibrare, scossa dal calore dell’asfalto, distorcendo la forma delle cose ed annebbiando i pensieri dei malcapitati in giro per Roma.

Frotte di turisti, apparentemente allo sbando, camminavano faticosamente sotto la canicola implacabile, provenienti da Fontana di Trevi e  diretti verso Trinità dei Monti. Indossavano grandi cappelli, camicie e magliette colorate e sembravano allegri e rumorosi, malgrado un clima meteo da allerta 3.  Qualcuno aveva tentato il bagno nella fontana di Trevi, ma era stato inevitabilmente respinto dai vigili urbani. A tratti, frotte di asiatici, americani e mitteleuropei invadevano la corsia dei bus rendendo il loro incedere ancora più difficile.

Mischiati alla rinfusa ed in continuo movimento sui marciapiedi, circolavano anche molti esemplari di gente comune; uomini e donne  che lavorano a luglio e sognano il mare o viaggi esotici. Ma quel giorno, le ferie di agosto sembravano più lontane della galassia di Andromeda e, nel frattempo, bisognava vivere alla giornata, sperando in qualche temporale o il rifugio effimero dell‘aria condizionata. Dentro l’autobus, comunque, si era in un altro mondo, climaticamente sopportabile, ancorché umanamente elettrico.  Monsieur Trabelsi osservava quegli esemplari di umanità dal finestrino del bus, riflettendo che in una situazione di stress o di estrema difficoltà non è inusuale rifugiarsi nei ricordi piacevoli o nella sana fantasia offerta da una buona lettura.  

 

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Giuseppe Casucci
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Italian
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Un giovane tunisino (Alì) giunge a Roma dopo inenarrabili traversie, in fuga dal suo paese dopo il naufragio della primavera araba. Deve arrivare ad un centro della Caritas per trovare riparo per la notte. E’ luglio del 2011, alle due del pomeriggio, e la temperatura per strada è infernale. Sale sul bus n. 95 e cerca uno sguardo di solidarietà tra gli altri passeggeri, ma non lo trova. Un giovane seduto al suo fianco sta leggendo un libro di fantascienza: Ubik, di Philip K. Dick, autore che piace moltissimo anche ad Alì. Il tunisino estrae dallo zaino la sua copia del romanzo e cerca un dialogo con il suo vicino, proprio attraverso quel racconto. Due piani di realtà si intersecano: quello del mondo crepuscolare di Dick, con morti in semi-vita, precogs e macchine parlanti e quello del mondo crepuscolare dei migranti con scafisti, riscatti da pagare, la paura della polizia e l’indifferenza quando non ostilità degli europei. Il razzismo di alcuni passeggeri e la disperazione spingeranno sempre più Ali a confondere realtà con finzione e a rifugiarsi nella fantasia di  un mondo che recede nel passato (in Ubik), per sfuggire ad un mondo di paura e di odio che scivola in una Roma popolata da nuovi fascismi e nuove discriminazioni.

 

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Type of narrative: 
Autobiographical or biographical text
Why is this story important to you: 

Perché mette italiani e stranieri di fronte al mostro delle paure della diversità ed obbliga a fare i conti con il bisogno di conoscenza, comunicazione tra culture e modelli di vita anche lontani

Why did you decide to participate in this award? What are your expectations?: 

Cambiare la narrativa su migranti e diversità

 

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No